I TRINITARI

La Parrocchia di San Rocco

di Gagliano del Capo (LE)

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Bollettino ParrocchialeCasella di testo: Parrocchia “S. Rocco Confessore”
Gagliano del Capo (LE)
Tel e fax 0833 548248
Casella di testo:  Anno XI - Numero 4  marzo  2007 
Liberi per liberare

 

 

Gli Articoli del Bollettino di marzo 2007

·       Mors mea vita tua [pag 1]

·       Messaggio del papa per la Quaresima [ pag 2]

·       Appuntamenti [pag 3]

·       Calendario di Marzo [ pag 4]

Casella di testo: BOLLETTINO INFORMATIVO
gratuito - ad uso interno


MORS MEA VITA TUA

 

Carissimi,

da pochi giorni è iniziato il tempo liturgico della Quaresima che ci invita a meditare sulla passione e morte di Gesù, sul mistero della sua sofferenza.

 Gesù, ci dice l’evangelista Giovanni, avendo amato i suoi che sono nel mondo li amò sino alla fine. La Croce, simbolo del Cristianesimo, è il segno dell’amore più grande ma è anche appello a vivere nell’amore più forte dell’odio, della vendetta, della violenza…..

La vita non è altro che un po’ di tempo che ci è stato concesso per imparare ad amare, diceva frère Roger Schutz, fondatore della comunità monastisca ecumenica di Taizè, assassinato nel 2005. La Croce è scuola di amore vero, che non ha limiti, condizioni, misura. Un amore ecologico, non inquinato da riserve di egoismo, da calcoli utilitaristici, da interessi di parte. Un amore che spinge colui che ama a superarsi, a non rimanere imprigionato nei suoi limiti o schiavo di quelli degli altri. Un amore gratuito che non dà mai soltanto per ricevere. Un amore che è per tutti, senza preferenze o esclusioni.  E’ questo il messaggio del Crocifisso: sentire che Qualcuno è morto per te, perché tu impari a morire, anzi a vivere per gli altri.  Mors mea, vita tua, quindi.

No, non è un errore di citazione. Certo, la famosa locuzione latina di origine medioevale suona “mors tua, vita mea” che, tradotta letteralmente, significa la tua morte è la mia vita.

Al di là del senso letterale che suona drammatico, questa locuzione si usa quando in una competizione o nel tentativo di raggiungere un traguardo ci sarà un solo vincitore.

"Mors tua vita mea" significa in sostanza che la tua sconfitta equivale alla mia vittoria, anzi è condizione della mia vittoria; quindi me la auguro senza rimorsi.

Questa logica di competizione, di rivalità a tutti i costi, riproposta anche da non poche trasmissioni televisive la cui regola principale per andare avanti è eliminare il compagno, è vecchia quanto l’uomo. Gesù Crocifisso l’ha radicalmente capovolta. La sua morte è diventata per noi seme di vita nuova.   Il fratello non un nemico da abbattere con ogni mezzo e ad ogni costo, ma una persona da accogliere, sempre. Questa è la Pasqua!

E’ credere che in ogni circostanza o situazione della vita l’unico trionfatore è colui che ama, al modo di Gesù, perché chi non ama ha già perso, anche quando crede di vincere.

 

Vostro P. Gino

 


MESSAGGIO DEL PAPA PER LA QUARESIMA

 

 Cari fratelli e sorelle!

Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto” (Gv 19,37). E’ questo il tema biblico che quest’anno guida la nostra riflessione quaresimale. La Quaresima è tempo propizio per imparare a sostare con Maria e Giovanni, il discepolo prediletto, accanto a Colui che sulla Croce consuma per l’intera umanità il sacrificio della sua vita (cfr Gv 19,25). Con più viva partecipazione volgiamo pertanto il nostro sguardo, in questo tempo di penitenza e di preghiera, a Cristo crocifisso che, morendo sul Calvario, ci ha rivelato pienamente l’amore di Dio. Sul tema dell’amore mi sono soffermato nell’Enciclica Deus

 caritas est, mettendo in rilievo le sue due forme fondamentali: l’agape e l’eros.

La Croce rivela la pienezza dell’amore di Dio

E’ nel mistero della Croce che si rivela appieno la potenza incontenibile della misericordia del Padre celeste. Per riconquistare l’amore della sua creatura, Egli ha accettato di pagare un prezzo altissimo: il sangue del suo Unigenito Figlio. La morte, che per il primo Adamo era segno estremo di solitudine e di impotenza, si è così trasformata nel supremo atto d’amore e di libertà del nuovo Adamo. 

 

“Colui che hanno trafitto”

Cari fratelli e sorelle, guardiamo a Cristo trafitto in Croce! E’ Lui la rivelazione più sconvolgente dell’amore di Dio, un amore in cui eros e agape, lungi dal contrapporsi, si illuminano a vicenda. Sulla Croce è Dio stesso che mendica l’amore della sua creatura: Egli ha sete dell’amore di ognuno di noi. L’apostolo Tommaso riconobbe Gesù come “Signore e Dio” quando mise la mano nella ferita del suo costato. Non sorprende che, tra i santi, molti abbiano trovato nel Cuore di Gesù l’espressione più commovente di questo mistero di amore. Si potrebbe addirittura dire che la rivelazione dell’eros di Dio verso l’uomo è, in realtà, l’espressione suprema della sua agape. In verità, solo l’amore in cui si uniscono il dono gratuito di sé e il desiderio appassionato di reciprocità infonde un’ebbrezza che rende leggeri i sacrifici più pesanti. Gesù ha detto: “Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me” (Gv 12,32). La risposta che il Signore ardentemente desidera da noi è innanzitutto che noi accogliamo il suo amore e ci lasciamo attrarre da Lui. Accettare il suo amore, però, non basta. Occorre corrispondere a tale amore ed impegnarsi poi a comunicarlo agli altri: Cristo “mi attira a sé” per unirsi a me, perché impari ad amare i fratelli con il suo stesso amore.

Sangue ed acqua

Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto”. Guardiamo con fiducia al costato trafitto di Gesù, da cui sgorgarono “sangue e acqua”! I Padri della Chiesa hanno considerato questi elementi come simboli dei sacramenti del Battesimo e dell’Eucaristia. Con l’acqua del Battesimo, grazie all’azione dello Spirito Santo, si dischiude a noi l’intimità dell’amore trinitario. Nel cammino quaresimale, memori del nostro Battesimo, siamo esortati ad uscire da noi stessi per aprirci, in un confidente abbandono, all’abbraccio misericordioso del Padre. Il sangue, simbolo dell’amore del Buon Pastore, fluisce in noi specialmente nel mistero eucaristico: “L’Eucaristia ci attira nell’atto oblativo di Gesù… veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione”. Viviamo allora la Quaresima come un tempo ‘eucaristico’, nel quale, accogliendo l’amore di Gesù, impariamo a diffonderlo attorno a noi con ogni gesto e parola. Contemplare “Colui che hanno trafitto” ci spingerà in tal modo ad aprire il cuore agli altri riconoscendo le ferite inferte alla dignità dell’essere umano; ci spingerà, in particolare, a combattere ogni forma di disprezzo della vita e di sfruttamento della persona e ad alleviare i drammi della solitudine e dell’abbandono di tante persone. La Quaresima sia per ogni cristiano una rinnovata esperienza dell’amore di Dio donatoci in Cristo, amore che ogni giorno dobbiamo a nostra volta “ridonare” al prossimo, soprattutto a chi più soffre ed è nel bisogno. Solo così potremo partecipare pienamente alla gioia della Pasqua. Maria, la Madre del Bell’Amore, ci guidi in questo itinerario quaresimale, cammino di autentica conversione all’amore di Cristo. A voi, cari fratelli e sorelle, auguro un proficuo itinerario quaresimale, mentre con affetto a tutti invio una speciale Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 21 novembre 2006

BENEDICTUS PP. XVI


 PARROCCHIA SAN ROCCO CONFESSORE

ESERCIZI SPIRITUALI

5-8 marzo ore 18,30

Chiesa Madre 

 

La Preghiera

nella vita del cristiano”

                                    

Predicatore: P. Roberto Francavilla o.f.m.c

 

 Tutta la comunità, in particolare i catechisti, gli operatori parrocchiali e i genitori dei ragazzi del catechismo sono invitati.

 

  PARROCCHIA SAN ROCCO C.

ORGANIZZA

PELLEGRINAGGIO

A FATIMA

DAL  22 GIUGNO - AL 5 LUGLIO 2007

CON SOSTE A:   

BARCELLONA,   MADRID,  SALAMANCA,    LISBONA, PERPIGNAN,  RIMINI 

E   SAN MARINO

 

PER PRENOTAZIONI E INFORMAZIONI RIVOLGERSI AL CAPOGRUPPO:

M I C H E L E     S E R G I

0 8 3 3 7 9 1 3 5 6 - 3 3 9 5 9 3 8 6 4 9

 

ORDINE DELLA SANTISSIMA TRINITA’

PROVINCIA DELLA NATIVITA’

organizza un convegno dal titolo

 

 EDUCARE I GIOVANI ALLA LIBERTA’

 Napoli il 24 marzo 2007

Relatore:   DON ANTONIO MAZZI

 

Breve profilo

Sacerdote, pedagogista, presidente della Fondazione Exodus Onlus, presidente dell'Associazione nazionale di promozione sportiva delle comunità e membro del Comitato scientifico per l'anno internazionale della Famiglia della Regione Veneto. Ordinato sacerdote nel 1956, nella Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, Don Mazzi approfondisce le problematiche dell'età evolutiva frequentando corsi di specializzazione di psicologia, psicopedagogia e psicanalisi delle istituzioni. Nel 1974 sottoscrive la convenzione con il Ministero della Difesa per gli obiettori di coscienza e nel 1979, constatata la gravità del fenomeno della tossicodipendenza, realizza il Progetto Exodus. Collaboratore di numerosi giornali e riviste, tre lauree ad honorem in pedagogia, Don Mazzi sta lavorando ora al progetto "Un idea", struttura sperimentale alternativa al carcere minorile.

 

CALENDARIO DEL MESE DI  MARZO 2007

 

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