Chiesa Madre "San Rocco Confessore"

DESCRIZIONE ALTARI

Altare di Sant'Antonio da Padova

Presenta 5 statue in pietra leccese, oltre a quella di Sant’Antonio in legno  nello specifico Santa Lucia e San Nicola, entrambe ai lati della nicchia principale, l’Immacolata, nella nicchia superiore, San Vito e San Domenico, sulle colonne laterali. Ai piedi dell’altare, racchiuso in un ovale, vi è il bassorilievo raffigurante San’Antonio. Sono tutte di taglio classico e sono in sintonia con lo schema compositivo. Originariamente l’altare venne dedicato a San Domenico e le decorazioni lanceolate che compaiono interamente intorno all’arco della nicchia, testimoniano l’esistenza di una tela. Nel periodo della prima guerra mondiale, alcuni fedeli raccolsero la somma di 850 Lire, che consegnarono all’economo spirituale dell’epoca, per l’acquisto di una statua di Sant’Antonio in cartapesta, che già nel 1932 veniva descritta come “brutta e ordinaria”, trovandosi in “tristi condizioni”. Questa statua viene citata ancora negli inventari del 1953 e del 1966, scompare nell’elenco di una tesi di laurea del 1982. La statua di Sant’Antonio in legno presente attualmente, venne acquistata nel 1964 da Luigi Bleve . Fino al periodo 1915 – 1918, l’altare era dedicato a San Domenico e conteneva la rispettiva statua in pietra leccese, inventariata nel 1879.

Altare delle Anime Sante

Nella struttura architettonica dell’altare, viene rappresentato il tema della morte con numerose movenze sceniche, tipiche dello stile rococò.Nel 1879 viene descritto come “Altare privilegiato dell’Anime Sante di petra leccese, marmoreato ed indorato con piccola nicchietta di San Paolo, e col rispettivo quadro delle Anime, con apparato ordinario di fiori”.Nell’inventario del 1932 è attestato che “nel mezzo dell’altare un quadro ad olio, rappresentante la Vergine e le Anime Purganti. Candelieri quattro di legno dorato con quattro candele di metallo e bozzoli d’ottone. Un crocifisso alto, in lastra di ottone. Due palme di ferro smaltato con relative giarre di ottone fuso. I gradini sono coperti di apposite tavole con bordi di ottone. Due candelieri di legno. Tre tavolette carte-gloria, nuove, di legno”. Nell’inventario del 1953, viene registrato che l’altare è composto da “un quadro ad olio della Madonna - 4 candelieri a croce in lastra d’ottone – Candele di metallo – 2 piccoli candelieri di legno dorato – Cartegloria – 1 lampada di ottone”.Nel 1966 l’altare risulta composto da “Un quadro ad olio della Vergine; 4 candelieri in lastra di metallo con candele di metallo; tre carte gloria in legno; 2 lampade e 1 lampadario di ottone; un crocefisso in lastra di ottone.

Altare in onore di San Rocco

L’altare venne edificato con la collaborazione del comune, molti anni dopo la conclusione capitolare del 1749, che deliberò di chiedere a Roma la padronanza di San Rocco. Con ogni probabilità la sua realizzazione è databile agli ultimi decenni del XVIII secolo, forse intorno al 1771, anno in cui venne edificato l’adiacente altare delle Anime Sante del Purgatorio , cui assomiglia stilisticamente. Nel 1879 l’altare veniva descritto con “statua rispettiva di leccese a bianco lucido indorato, con due statue esprimenti la Fede e la Speranza , con apparato nuovo di fiori”. Nel 1932 si descriveva che “nella nicchia sta la statua di S. Rocco in pietra leccese. L’altare ha il tabernacolo. I gradini sono coperti da apposite tavole con bordi di ottone. Candelieri sei grandi, in lastra di ottone con sei candele di metallo, quattro palme di ferro smaltato con quattro giarre di ottone fuso. Tre tavolette carte-gloria in lastra di ottone. Il tutto fu provveduto nel 1929. Una lampada di metallo bianco con bracciale di ferro”. Nell’inventario del 1953 risulta composto da “statua del santo in pietra leccese. Sei candelieri grandi con croce in lastra di ottone – candele di metallo – cartegloria – 1 lampada di metallo bianco”. La composizione descritta nell’inventario del 1966 è “una statua del Santo in pietra leccese, 4 candelieri grandi, 4 mediani, 4 piccoli, tutti di ottone, tre carte gloria in lastra di ottone; un crocefisso in ottone, 6 candele di metallo; 2 candelabri in ottone, una lampada e un lampadino nuovo (1965) in ottone; leggio di legno”.

Altare della Vergine del Santo Rosario

Originariamente l’altare conteneva la tela della Madonna del Rosario datata tra il 1614 e il 1628. La medesime tela era presente nell’inventario del 1879, quando l’altare viene descritto “di leccese a bianco lucido indorato con quadro rispettivo, con apparato ordinario di fiori”. L’altare fu rinnovato con l’inserimento dell’omonima statua, dopo il 1893, quando l’opera in cartapesta fu acquistata . Nel 1932 viene riportato che “nell’ampia nicchia sta il gruppo della Vergine di Pompei, tutto in cartapesta, fino a quando fu eretta la congrega del Rosario, a quest’altare era in venerazione un quadro della Madonna del Rosario dipinto ad olio su tela. Un gradino è coperto da apposita tavola con bordo di ottone. L’altare ha il tabernacolo ma fuori uso. Candelieri sei, alti, in lastra d’ottone e quattro piccoli, parimenti in lastra d’ottone. Un crocifisso in legno dorato. Palme quattro con giarre in lastra d’ottone. Tre tavolette nuove di legno. Due lampade di cristallo pendenti da due bracciali di ferro”. Nel 1953 viene descritto che “il gruppo statuario della Madonna di Pompei è in cartapesta. 12 candelieri grandi e 6 piccoli in lastra di ottone – Croce – cartegloria in lastra di ottone – 2 lampade di cristallo – 1 leggio in legno dorato (Tutto l’apparato è della confraternita del SS. Rosario). Nel 1966 la struttura si descrive come “gruppo Madonna del Rosario in cartapesta. 12 candelieri in lastra di ottone; una croce in lastra di ottone; 3 carte gloria in ottone; leggio in legno; 2 palmette a tre lampade; 2 lampade in metallo e vetro; 1 lampadario; 4 candelieri piccoli in lastra di ottone”. L’originaria tela della Madonna del Rosario presente sull’altare, attualmente si trova sul lato sinistro della controfacciata della Chiesa Matrice di San Rocco .

Altare di Santa Teresa del Bambin Gesù

L’altare era originariamente dedicato a Sant’Oronzo e conteneva la tela di Sant’ Oronzo (di autore ignoto), oggi collocata nella controfacciata della stessa chiesa. La statua di Santa teresa è stata coloocata durante il parrocato di Don Adriano Silvio Barbassi, quindi tra l’ottobre 1925 e l’ottobre 1932. La struttura è sormontata da un pannello in compensato dipinto a motivi floreali (rose che cadono dall’alto) realizzato da Laura Daniele prima del 1940. Nell’inventario del 1879 l’altare viene descritto come “Altare di Santo Oronzo di pietra leccese marmoreato ed indorato con due quadri; l’uno del detto Santo, e l’altro di S. Agata, apparato ordinario di fiori”. Nell’inventario del 1932 viene descritto come “Altare di S. Teresa, già di S. Oronzo. Anche questo altare, che si trovava veramente in pietose condizioni, fu restaurato come gli altri. Prima, nel 1928, ove sta la nicchia vi era un quadro di S. Oronzo, quadro che si conserva in un’apposita cornice. Le erbe che crescevano sulla parete esterna della Chiesa avevano, con le loro radici, penetrato tutto lo spessore tutto lo spessore della parete ed erano giunte ad invadere il quadro stesso. Nel posto in cui era stato il quadro fu scavata l’attuale nicchia e così si snidavano le radici e fu tolto l’umido. La nicchia, difesa da grandi vetri, contiene la statua di S. Teresa del B. Gesù, la quale cominciò ad avere culto in Gagliano, nel Febbraio  del 1929. La statua è fornita d’una base, parimenti nuova, di legno tirato a lucido. I gradini sono, anche questi, coperti di apposite tavole con bordo di ottone. I candelieri sono sei, in lastra di ottone con bozzoli di ottone e sei candele di metallo. Una croce, parimenti in lastra di ottone; due palmette di ferro smaltato con relative giarre in ottone fuso. Tre tavolette carte-gloria. Il tutto è nuovo e fu provveduto nel 1929” . Dall’inventario del 1932 ricaviamo che si tratta di “Statua di S. Teresa in plastica. Croce e 5 candelieri in lastra di ottone con candele di metallo – cartegloria-una lampada di ottone. Nel 1966 si riporta: “Statua della Santa in plastica; 6 candelieri in lastra di ottone con candele di metallo, una croce e tre carteglorie. Un lampadario in ottone”.

Altare Madonna del Carmine

Nell’inventario del 1879, l’altare risulta ancora intirolato, come in origine, a San Francesco da Paola e viene descritto come “Altare di S. Francesco con la statua di legno rispettiva, di lecceso marmoreato ed indorato, con quadro esprimente Maria del Carmelo, con apparato di fiori”. Nel 1932 viene indicato come “Altare della Vergine del Carmelo – detto anche di San Francesco. Nel centro dell’altare vi è situato un quadro ad olio della Madonna circondato dai Santi; sotto il quadro vi è una piccola nicchia ove sta la statuetta di cartapesta di San Francesco di Paola. I gradini sono coperti di apposite tavole con bordi di ottone. Candelieri quattro di ottone fuso, con quattro candele di metallo; tre tavolette carte – Gloria di legno. Candelieri e tavolette furono provveduti dal parroco, nel 1927” . Nell’inventario del 1953 risulta come “Altare della Vergine del Carmine (il redattore ha aggiunto qui un punto interrogativo). Un quadro ad olio della Madonna con Santi – una statuetta di S. Francesco di Paola in cartapesta – 4 candelieri a Croce in lastra di ottone – candele grandi di metallo – cartegloria”. Nel 1966 si descrive come “Altare della Vergine del Carmine: quadro ad olio della Madonna coi Santi; una statuetta di S. Francesco in cartapesta. 4 candelieri in lastra di ottone con candele di metallo; tre carte gloria in legno. Un lampadario”.

Altare della Passione

In passato si chiamava altare della Passione oppure dell’Addolorata. L’altare è stato ampliato nel 1962 per collocare l’urna del Cristo Deposto. Dall’inventario del 1879 ricaviamo che “L’altare dell’Addolorata, anche di pietra leccese, marmoreata ed indorata: N) 5 statue di legno, cioè Crocefisso, S. Giovanni, Addolorata, Gesù alla colonna, ed Ecce Homo. Apparato di fiori  N) 1” . Nel 1932 viene descritto come “Altare del Crocefisso. Nella nicchia, chiusa da vetri nel 1930, vi è un bel crocefisso di legno ai lati le statue dell’Addolorata e di S. Giovanni, parimenti in legno. Furono restaurate nel 1931. Ai lati dell’altare ci sono altre due nicchie più piccole; in queste stanno le statue di S. Giuseppe e S. Luigi Gonzaga. I gradini sono coperti di apposite tavole con bordi di ottone. Candelieri quattro di ottone fuso con quattro candele di metallo. Tre tavolette carte-Gloria; due palme di metallo smaltato con giarre relative di ottone fuso. Candelieri, palme, tavolette ecc. furono provvedute nel 1927” . Nell’inventario del 1953 viene riportato come “Altare del Crocefisso. Crocefisso, Addolorata, S. Giovanni, Cristo alla colonna e Ecce Homo, tutto in legno; opera di autore. Numero 4 candelieri in lastra di ottone, candele di metallo, cartegloria, e 1 lampada di ottone”. Nel 1966 viene riportato come “Altare SS. Crocefisso: un Crocefisso con la Vergine Addolorata e S. Giovanni, pregiata opera in legno di autore come anche nelle 2 nicchie laterali le due statue di Cristo alla colonna e dell’Ecce Homo, in legno dello stesso autore; sotto l’altare in apposita urna la statua del Cristo morto in legno, dello stesso autore. 4 candelieri di ottone con candele di metallo. Carte gloria con cornice di legno.”

Altare Maggiore

Prima dei restauri l’altare era ubicato sotto l’arco trionfale della chiesa. Nell’inventario del 1879 veniva descritto come “dedicato al SS. Sacramento, eretto di pietra leccese marmoreato ed indorato con un apparato di ostensori di legno indorato”. Nel 1932, viene riportato che “Nel 1928, dello stesso periodo, fu costruito l’attuale presbiterio. L’altare maggiore che si trovava quasi fra le due colonne dell’arco, fu rimosso e portato dove si trova attualmente. L’altare è di pietra leccese e fu completamente restaurata […]”, inoltre viene descritto come “Altare maggiore ove si conserva il SS. Sacramento. Candelieri in lastra di ottone N° 18. Sei alti un metro pel primo gradino. Sei uguali pel secondo e quattro piccoli per la mensa. Due candelabri in ottone fuso, portanti tre candele ciascuno, servono per la serotina. Tavolette carte-Gloria in legno dorato. I gradini dell’altare sono coperti di apposite tavole con bordo d’ottone. Una croce alta di legno con il cristo di legno. I candelieri sono tutti forniti di candele di metallo. Vi è parimenti un leggio di legno per detto altare, una lampada grande d’ottone con catena e bracciale. In alto, davanti al Cristo Redentore, quattro candelieri di legno dorato con quattro candele di metallo. Ai lati dell’altare due colonnette in carparo e due in legno”. Nel 1953 viene descritto come “Altare Maggiore. N° 12 Candelieri grandi in lastra di ottone; n° 4 piccoli – croce di legno – carte gloria con lastra di ottone – leggio di legno –  1 lampada di ottone – 1 lampada di cristallo – davanti alla statua di Cristo Redentore n° 4 candelieri di legno dorato. I 12 candelieri grandi e due piccoli hanno le candele di metallo. Ai lati dell’altare 2 colonnette in pietra di carparo e 2 di legno”. Nell’inventario del 1966 risulta come “Altare Maggiore: 12 candelieri grandi in lastra di ottone indorati; 4 candelieri di ottone (nuovi 1965); 4 candelieri piccoli indorati; 12 candelieri grandi e 4 mediani in lastra bianca; 2 palmette a tre candele; in alto 4 candelieri in legno dorato davanti alla statua del Redentore. Tutti i candelieri grandi hanno le candele di metallo […]”. 

Altare in onore di San Luigi

Alla costruzione supervisionata dal muratore Stasi Emanuele, hanno partecipato altri operai tra cui Romano Annunzio di Gagliano del Capo. Nell’inventario del 1966 viene descritto “Altare S. Luigi: statua di S. Luigi in cartapesta; dieci candelieri con croce, in ottone; due lampade e un lampadario in ottone; leggio in legno; carte gloria in ottone”.  L'altare fu realizzato con l'interessamento e le offerte delle operaie tabacchine della ditta S.I.A.T.