A 5 km da Gagliano c'è "S. M. di
leuca":
Tra Punta Meliso e Punta Ristola, dove l'Adriatico si fonde con lo Jonio,
sorge Leuca. Alla punta estrema d'ltalia, il Capo di Santa Maria di Leuca,
appare come sospeso nel mediterraneo e proteso verso l'Oriente.
Fu una antica città messapica e sede di Municipio in età romana. Leuca è
un nome greco che vuol dire “la bianca (città)”, così appariva illuminata
dal sole a chi veniva dal mare.
La presenza dell'uomo in quest'ultimo
lembo della penisola italica, che s'incunea tra il mare Jonio e
l'Adriatico risale all'età del bronzo. Di
quel periodo sono, infatti, i
reperti archeologici rinvenuti nei diversi scavi, iniziati da Ulderico
Botti nel 1871 e conclusisi dall'Università di Lecce quasi un secolo dopo.
Santuario di Santa Maria di Leuca

Vicino al piccolo
centro c’è Capo Santa Maria, l’estrema punta orientale della penisola, che
costituisce lo spartiacque tra il Mare Adriatico ed il Mar Ionio. Su
questo roccione è situato il Santuario di Santa Maria di Leuca, o De
Finibus Terrae, costruito forse su un antico tempio della dea Minerva. A
ricordo del passato culto pagano, all’ingresso del santuario una scritta
ricorda in latino: “dove una volta si offrivano sacrifici a Minerva, oggi
si raccolgono offerte per Maria madre di Dio”.
Il Santuario ha una valenza significativa perché, essendo costruito
“all’estremo sud del mondo” si contrappone ad un altro celebre luogo di
culto che porta lo stesso nome, Finisterre, che sorge dall’altra parte del
mondo antico, all’estremo nord-ovest in Bretagna sulla punta dell’antico
porto di Brest.
Un viaggio a Leuca è come ritornare indietro e precisamente ai tempi di
San Pietro, il quale in viaggio per Roma,
sembra aver fatto tappa proprio qui.
Fu allora che il tempio, dedicato alla dea Minerva, sul promontorio
japigeo, diventò luogo di culto cristiano.
Il Santuario è stato eletto a Basilica minore nel 1990; da allora la
devozione verso la Madonna de Finibus Terrae
è andata sempre più incrementandosi, tanto che oggi è meta di
numerosissimi pellegrini provenienti da ogni parte del mondo.
Nel piazzale, fa bella mostra di sé, una colonna
mariana che risale al 1694, eretta ad opera di Filiberto Aierbo
d'Aragona, duca di Alessano, sulla cui sommità è stata posta una statua
della Madonna.
Inoltre, vanno segnalate: la "croce monumentale"
che ricorda il pellegrinaggio del 21 ottobre 1901 in occasione dell'Anno
Santo, promosso da mons. Luigi Pugliese; la "cascata monumentale" che si
estende tra il verde della pineta e rappresenta la struttura terminale
dell'acquedotto pugliese; infine, la presenza del faro, tra i più
importanti d'Italia, alto 102 metri e costruito nel 1864.