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I Padri Trinitari e la Parrocchia di San Rocco |

Ai Padri Trinitari venuti, a
Gagliano nel 1941, il vescovo di Ugento monsignor Giuseppe Ruotolo,
affida anche la parrocchia di San Rocco. A cedere il timone è don
Adriano Sivio Barbassi, ex missionario dei Comboniani e parroco dal 1934
il quale, dopo l’arrivo dei Padri Trinitari, si ritira a vita privata.
Il primo parroco
trinitario di Gagliano è padre Vincenzo Cataldo, originario di Triggiano
(BA) che, giunto a Gagliano la mattina del 10 gennaio 1941,
insieme a padre Francesco Vollaro, padre Giuseppe Pinci e fra Antimo,
ricopre per primo la carica di ministro del convento e poi, dal 20
aprile dello stesso anno, diventa parroco di San Rocco.
Nel 1942
padre Vincenzo dà le dimissioni e a lui subentra, prima come sostituto
parroco, il giovanissimo padre Francesco Vollaro, fino ad allora
viceparroco. All’età di ventinove anni, “Padre. Francescu nosciu”, come
affettuosamente lo chiamavano i gaglianesi, si trova ad affrontare la
drammatica situazione causata dalla Seconda guerra mondiale, quando
Gagliano vive un momento di estrema povertà. Il giovane parroco,
sprigiona subito la sua grande carica spirituale e la sua sensibilità
umana. Tanti ricorrono a lui per scrivere una lettera ai militari in
guerra o per avere notizie sui familiari dispersi. “Conobbi
Gagliano in un periodo favorevole, anche se imperversava la guerra,
quando regnava la semplicità, la serenità e il fervore religioso, quando
si viveva poveramente ma dignitosamente. Ho conservato sempre una grande
stima del popolo gaglianese, delle famiglie e di quegli uomini attaccati
alla terra, al mare, al lavoro”.
Padre Francesco
prende a cuore anche la condizione sociale dei contadini, costretti a
lavorare fino a dodici ore al giorno e con remunerazioni ai limiti della
sopravvivenza, insomma la nostra parrocchia diventa una palestra dove il
futuro vescovo missionario impara ad ascoltare i poveri e a giocare
interamente la sua vita per ridare loro rispetto e dignità. Tanti sono i
suoi progetti e le iniziative che vuole realizzare. Dopo soli quattro
anni arriva a sorpresa la decisione dei superiori: il padre Generale lo
manda in missione in Madagascar: la notizia piomba come un fulmine a
ciel sereno e suscita una protesta vivace e decisa: i gaglianesi non
lasceranno partire padre Francesco in missione: il nove ottobre 1947
lascia l’ufficio di parroco e si reca a Roma dove si preparerà per la
nuova missione che lo attende.
Eletto vescovo di
Ambatondrazaka il 19 dicembre 1959, padre Francesco ritornerà come
vescovo per confermare il suo amore per i gaglianesi e il suo speciale
ricordo per la nostra comunità che lo ha accompagnato fino alla sua
morte avvenuta il 23 giugno 2004.
A padre Francesco
Vollaro succede padre Ubaldo Galiero, anch’egli di origine napoletana,
il quale prende possesso della parrocchia di Gagliano l’undici gennaio
1948. Giunto qui qualche mese prima, ed esattamente il 3 ottobre, padre
Ubaldo, nonostante le non brillanti condizioni di salute, si mette
subito all’opera. Siamo alla vigilia delle prime elezioni politiche in
Italia, la Chiesa, attraverso i comitati civici e l’Azione Cattolica
sostiene la Democrazia Cristiana per scongiurare il pericolo comunista.
Padre Ubaldo interviene direttamente e indirettamente nella vita
politica di quegli anni.
Riorganizza l’Azione Cattolica
costituita da quattro rami (Gioventù maschile, Gioventù femminile,
Unione donne, Unione uomini). Nel 1950, in occasione del suo XXV
anniversario di ordinazione sacerdotale, prepara il Congresso
Eucaristico interparrocchiale che si realizzerà dal 6 al 11 giugno dello
stesso anno. Nel 1954 si celebra il centenario della proclamazione del
dogma dell’Immacolata Concezione e padre Ubaldo, definito “il parroco
dei congressi”, prepara il secondo, questa volta dedicato alla Vergine
Maria. Nello stesso anno dà inizio alla pubblicazione del bollettino
parrocchiale “Echi di vita parrocchiale”, mensile che consegna
personalmente a tutte le famiglie della parrocchia. Intanto si preoccupa
di far imbiancare la Chiesa Madre, di restaurare e indorare gli altari
laterali.
Nel 1958, in
occasione del centenario dell’apparizione della Beata Vergine a Lourdes,
la diocesi organizza una solenne processione del quadro della Madonna di
Leuca dal Santuario ad Ugento. I gaglianesi, vantando antichi
diritti di possesso sul santuario, pretendono che la sacra immagine non
solo faccia il suo ingresso a Gagliano, ma che addirittura resti nella
Chiesa Madre. Così non essendo accontentati, alcuni facinorosi
disturbano la processione.
Nello stesso anno si svolge a
Gagliano la settimana mariana. Il 1958 è per Gagliano un anno di grazia:
tre giovani della parrocchia, ricevono l’ordinazione sacerdotale. Dal
1960 al 1965 padre Ubaldo fa restaurare l’ufficio parrocchiale, la
balaustra e i gradini dell’altare maggiore, l’altare del Sacro Cuore e
del Crocifisso dove viene realizzata un’urna contenente la statua in
legno di Gesù morto.
L’Azione Cattolica viene
incrementata con le sezioni dei Juniores e Seniores che affiancano la
sezione degli Aspiranti. L’11 gennaio 1960 le campane di Gagliano
suonano a festa: padre Ubaldo vuole comunicare così alla comunità
l’evento appreso dall’Osservatore Romano della nomina di padre Francesco
Vollaro a vescovo di Ambatondrazaka. Il 7 maggio 1961 riapre al culto
l’antica cappella della Madonna di Costantinopoli, rimasta chiusa per
decine di anni. Nel 1965, dopo tre anni di lavoro, viene inaugurata la
nuova cappella dei Santi Medici. Dal 15 al 22 settembre 1968 celebra
l’ultimo congresso sulla comunità parrocchiale al quale partecipa
l’avvocato Gennaro Rispoli di Napoli. Alla chiusura sono presenti
monsignor Gaetano Pollio, arcivescovo di Otranto e primate del Salento e
monsignor Giuseppe Ruotolo. Il 2 ottobre 1971, ormai stremato ed
ammalato, lascia la parrocchia pur rimanendo nel convento di Gagliano.
Nel 1973,
aggravate le condizioni di salute, viene trasportato all’ospedale
“Cardarelli” di Napoli e qui si spegne il 16 febbraio 1973. Dopo pochi
giorni le sue spoglie tornano a Gagliano dove vengono celebrati i
solenni funerali presieduti dal vescovo Nicola Riezzo.
A padre
Ubaldo Galiero succede il 28 novembre 1971 padre Antonio Leonio,
originario di Pereto, in provincia dell’Aquila. Nel 1973 iniziano i
lavori di restauro della parte esterna della chiesa, in forte stato di
degrado, si interviene sulla facciata ovest della e sulla pavimentazione
solare. Nel 1980 sono eseguiti importanti interventi restaurativi
all’interno della Chiesa e in particolare si procede allo svellimento
della pavimentazione, la pulitura delle fosse carnarie, rifacimento in
marmo del pavimento, tinteggiatura delle pareti, ridimensionamento dei
gradini in pietra leccese degli altari laterali, installazione di una
nuova illuminazione e di un impianto di amplificazione vocale, la chiesa
infine viene decorosamente arredata con nuovi banchi.
Dalla Pasqua 1983
alla festa di San Rocco del 1989, con la collaborazione del professore
Francesco Fersini, vengono pubblicati 10 quaderni della collana
“Contributo alla ricerca documentazione storica” che trattano vari
argomenti: dalle notizie dell’Archivio Parrocchiale, alla descrizione
storico - artistica delle Chiese di Gagliano, agli usi e costumi
antichi; dagli uomini illustri di Gagliano a documenti inediti e
preziosi. Questi quaderni, oltre a un’altra ricerca pubblicata con la
biblioteca arcivescovile di Brindisi, rappresentano il primo tentativo
di ricostruire la storia di una comunità che ancora attende la
pubblicazione completa della sua storia e dei propri costumi. Nei
diciannove anni di parrocato gaglianese padre Antonio Leonio imprime
alla comunità quel rinnovamento liturgico e pastorale auspicato dal
Concilio Vaticano II che faceva fatica a concretizzarsi nelle nostre
terre così restie a cambiamenti ed innovazioni. Infatti nel 1971, nella
nostra chiesa parrocchiale il coro, dietro autorizzazione del parroco,
esegue per la prima volta la Messa dei Giovani “Prendo le ali” di
Domenico Machetta, con l’accompagnamento sia dell’organo, sia delle
chitarre; è un fatto nuovo e inusuale per il nostro paese.
Il 2 settembre
1990 prende possesso della parrocchia padre Giovanni Martire Savina,
originario di Leveranno (LE), appena ritornato dal Messico, dove è stato
missionario per ben dieci anni. La sua esperienza missionaria lo aiuta a
coinvolgere diversi giovani e adulti. Introduce nella comunità
l’esperienza della lectio
divina, riprende la pubblicazione del bollettino parrocchiale che avrà
come nuovo titolo “Liberi per liberare”, inizia la raccolta di fondi per
il restauro dell’antico organo a canne e il 30 novembre 1990 le campane,
fino ad allora suonate dal vecchio sagrestano Rocco Sergi, vengono
dotate di un impianto di elettrificazione. Nel dicembre del 1992
le suore vincenziane lasciano Gagliano, il convento viene trasformato
dall’Amministrazione Comunale in Centro polivalente per l’aggregazione e
le attività giovanili. Alla parrocchia si rende necessario l’acquisto di
locali per il catechismo e le varie attività pastorali fino ad allora
realizzate presso il convento delle suore.
A settembre del 1993, dopo
soli tre anni padre Giovanni viene trasferito a Somma Vesuviana con
l’incarico di padre maestro dei postulanti; a lui subentra padre Luigi
Crudele, originario di Triggiano. Anch’egli guiderà la parrocchia per un
solo triennio, al termine del quale sarà richiamato come parroco padre
Giovanni Savina. Nel 1996 viene acquistato dalla Curia Vescovile di
Ugento l’antico palazzo Ciardo, casa natale del famoso pittore Vincenzo
Ciardo e dei tre giovani eroi di guerra, Biagio, Domenico e Francesco,
ricordati comunemente come i “fratelli Ciardo”.
Il palazzo è in
stato di abbandono da oltre trent’anni, padre Giovanni mobilita la
comunità per ristrutturarlo ed adeguarlo alle nuove esigenze pastorali.
Nel giugno del 2001, dopo il Capitolo Generale dell’Ordine Trinitario
tenuto a Roma, a padre Giovanni, eletto consigliere generale, subentra
il 26 agosto padre Mario Carrella, di Napoli, che sarà parroco per soli
otto mesi.
Il
primo maggio 2002 prende viene affidata al sottoscritto padre Gino
Buccarello.
La nostra
comunità parrocchiale, oggi conta 4.455 fedeli, 1623 nuclei familiari
(considerando anche le famiglie mononucleari). Vi sono presenti diverse
aggregazioni laicali: le due confraternite, intitolate alla Vergine,
sono il segno della grande devozione e affetto filiale che la nostra
comunità nutre per la Madre di Gesù. Sono due associazioni storiche
della Parrocchia, poiché la confraternita della Madonna del Rosario è
presente dal 1609 e l’Arciconfraternita dell’Immacolata, sorta agli
inizi del secolo XVIII, viene riconosciuta con Regio Assenso di re
Ferdinando IV, nel 1778.
Sono inoltre
presenti: l’Ordine Secolare Trinitario (dal 1941) con il carisma
redentivo –liberatore proprio dell’Ordine SS. Trinità, l’Apostolato
della Preghiera, il Volontariato Vincenziano, eredità delle suore Figlie
della carità, le quali, purtroppo non più presenti, hanno svolto una
encomiabile azione educativa nella nostra comunità; il Cursillos di
Cristianità, il Rinnovamento nello Spirito, il Coro Polifonico, il
Gruppo giovani e adolescenti, il Gruppo musicale “Work in Progress” al
quale si sono uniti anche giovani talenti di altre parrocchie, il Gruppo
dei catechisti, l’Associazione “Memoria e tradizione Santu Roccu”.
Ogni associazione sottolinea
una particolare sensibilità, un carisma proprio, a vantaggio di tutti:
la preghiera, l’impegno sociale, la catechesi e la formazione, la
missione, la comunicazione della fede, la testimonianza e la cultura.
Per grazia della Santissima Trinità, la comunità è attualmente guidata
da me, padre Gino Buccarello, con la generosa collaborazione di padre
Franco D’Agostino, dal 1990 vicario parrocchiale, e di fra Donato Aceto.
Nel 2005 è stata restaurata la
facciata principale della Chiesa Madre ed attualmente è in fase di
costruzione un complesso parrocchiale adiacente alla cappella dei
Santi Medici.
Dall’11 al
18 gennaio 2004, il Vescovo di Ugento monsignor Vito De Grisantis
ha effettuato nella nostra parrocchia la Visita Pastorale e nella sua
lettera vengono ben sintetizzati il cammino e i progetti della nostra
Comunità parrocchiale.
padre Gino BUCCARELLO