BREVE RICORDO DI S. E. MONSIGNOR FRANCESCO VOLLAROPARROCO TRINITARIO DI GAGLIANO E VESCOVO DI AMBATONDRAZAKA
Entra da giovinetto nel collegio trinitario al Trivio di Napoli dove frequenta gli studi ginnasiali nel seminario diocesano. Inizia il noviziato a Roma a Santa Maria alle Fornaci, dove emette la professione semplice il 9.10.1931. Ritornato a Napoli per intraprendere gli studi filosofici e teologici, viene ordinato sacerdote l'8.4.1939, quindi va a perfezionare gli studi in Diritto canonico presso la Pontificia università gregoriana. Nel 1941 i superiori lo destinano alla nuova casa religiosa in Gagliano del Capo (diocesi di Ugento) nella qualità di vice parroco. Nel 1944, dopo la rinuncia del parroco padre Vincenzo Cataldo, viene eletto parroco di San Rocco, ufficio che ricopre fino al 9.10.1947. Inviato dal padre generale come missionario in Madagascar, si imbarca da Marsiglia e, dopo essere arrivato a destinazione il 25.1.1949, prende possesso del grande territorio di Fenoarivobe‑Centro il 7.4.1949. Qui per quattro anni collabora con i confratelli spagnoli e italiani nella prefettura apostolica di Tsiroanomandidy Nel 1953 passa con altri confratelli italiani, nel circondario del lago Alaotra, esattamente nella prefettura della città di Ambatondrazaka, divenendo vicario generale di monsignor Wolff e superiore della missione. Quando il 21.5.1959, Ambatondrazaka viene elevata a diocesi pleno jure, padre Francesco Vollaro, il 19.12.1959 viene eletto primo vescovo dalla Santa Sede. La solenne consacrazione episcopale viene suggellata da monsignor Jean Wolff, nel piazzale del collegio di San Giuseppe il primo maggio1960. Sono presenti il presidente della repubblica Filiberto Tsiranana con alcuni membri del governo, il padre generale dei Trinitari, il provinciale degli Stati Uniti e circa diecimila fedeli. Dal 1966 e fino al 1990, anno in cui rassegna le dimissioni, è stato presidente nazionale della Catechesi e della Caritas in Madagascar. Il 13 giugno del 1993 gli succede alla carica episcopale monsignor Antonio Scopelliti, mentre il Dadabè Vollaro (ossia il Grande Padre, come lo chiamano i malgasci), che può finalmente godere il meritato riposo, preferisce restare in Missione per aiutare il suo giovane successore. Nel 1998 è stato decorato della medaglia della Legion d’onore del governo francese, per l’azione svolta tra il popolo e in favore del popolo malgascio. Il 29 dicembre 2002, alla presenza di autorità civili e militari, il Ministro dell’ Educazione, signor Ranjivasoa, a nome del il presidente della repubblica del Madagascar, Marc Ravalomanana, lo ha decorato solennemente e ufficialmente con la medaglia di “Grand Officier” per il suo contributo dato al popolo malgascio, durante i 54 anni di vita missionaria con opere di assistenza e di sviluppo. Ha terminato i suoi giorni nella diocesi da lui fondata dove si è spento il 23 giugno 2004. Monsignor Vollaro ha creato una diocesi–pilota in Madagascar, lavorando per la promozione umana, con la realizzazione di scuole, licei, dispensari sanitari, lebbrosari e centri culturali polivalenti. Nonostante sia stato lontano dall’Italia, non ha mai dimenticato la gente della sua cara Gagliano, come lo dimostrano le due lettere, scritte a padre Giovanni Savina in due circostanze diverse. ----------------------------------------------
Lettera del 9 febbraio 1991, monsignor Vollaro esprime il suo rammarico per non poter essere in Gagliano in occasione del 50°della presenza trinitaria.
“ Carissimo P. Savina, Ti ringrazio cordialmente dell'invito a partecipare alle celebrazioni cinquantenarie della presenza trinitaria a Gagliano del Capo. Ci verrei volentieri se la distanza e gl'impegni pastorali me lo consentissero. Purtroppo debbo declinare questo vostro fraterno invito. Nella mia vita sacerdotale, pastorale e nel mio ministero episcopale, la prima esperienza che feci a Gagliano e nella parrocchia di San Rocco mi hanno servito moltissimo. E' a Gagliano che cominciai a conoscere, approfondire e praticare una pastorale appoggiata sulla catechesi, la vita sacramentale, arricchita da contatti e relazioni umane, accompagnata da realizzazioni sociali che mi ha servito in questi 42 anni di vita missionaria. Conobbi Gagliano in un periodo favorevole, anche se imperversava la guerra, quando regnava la semplicità, la serenità e il fervore religioso, quando si viveva poveramente ma dignitosamente. Ho conservato sempre una grande stima del popolo gaglianese, delle famiglie e di quegli uomini attaccati alla terra, al mare, e al lavoro. Ho apprezzato vivamente l'evoluzione del paese fattasi sul sacrificio dei giovani che emigrarono in paesi lontani per cercare i mezzi necessari e costruirsi delle abitazioni degne, in sostituzione delle modeste dimore del tempo. Avrei tanto desiderato esprimere a tutti a viva voce questi miei sentimenti e questa mia stima, che dura sempre. Ti prego di trasmettere a tutti, a quelli che si ricordano ancora del Padre Francesco e alle nuove generazioni, la ma ammirazione, la mia stima e il mio affetto. Son passati molti anni da quando lasciai Gagliano nel 1947 quasi strappato alla Parrocchia, ma il ricordo è rimasto sempre vivo. Ora che ho un vescovo coadiutore potrò venire, rimanere un po' più a lungo in Italia, e se Dio mi da vita, rendere una visita alla terra che servì agli inizi del mio sacerdozio e dalla quale ricevetti una grande, esperienza. Saluto, abbraccio e benedico tutti + Francesco Vollaro”
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