Francesco Melcarne Casi - Le vie del perdono
- Palazzo Ciardo, dal 20 agosto al 24 settembre 2006 -
Trenta opere, di cui talune monumentali, del giovane artista salentino, interessante promessa dell’arte contemporanea...
PALAZZO CIARDO, vai alla scheda di questa sede
orario: da lunedì a domenica 10,00/13,00 e 17,00/21,00, (possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 20 agosto 2006. ore 21,00
catalogo: in mostra
curatori: Carlo Franza
autori: Francesco Melcarne Casi
genere: arte contemporanea, personale
L’esposizione
curata dal Prof. Carlo Franza, storico dell’arte, che firma anche il testo in
catalogo, dal titolo “ Francesco Melcarne Casi. Le vie del perdono”, riunisce
trenta opere, di cui talune monumentali ,del giovane artista salentino,
interessante promessa dell’arte contemporanea. La mostra mette in luce il
percorso a carattere sacro dell’artista, una parte significativa del percorso
che si aggiunge all’interessante nucleo di lavoro campionato anche dal settore
scenografico. Voluta da Padre Gino Buccarello dell’Ordine dei Padri Trinitari di
Gagliano del Capo e Parroco della Parrocchia di San Rocco Confessore, e dal
direttore del MIMAC (Museo Internazionale Mariano d’Arte Contemporanea) della
Fondazione Mons. Tonino Bello di Alessano(Le). Un modello significativo italiano
di volgere il contemporaneo al sacro, e di motivare artisti italiani a leggere
nella storia del sacro l’anima del presente. All’inaugurazione ci sarà una
prolusione del Prof. Carlo Franza, curatore della mostra, la presenza
dell’artista che firmerà i cataloghi, personalizzandoli, e la partecipazione di
intellettuali e prelati. Scrive Carlo Franza: ”Francesco Melcarne Casi è un
giovane artista, vera promessa di un’arte salentina che tenta a fatica di
volgersi all’Europa. Questa mostra accoglie opere a carattere sacro capaci di
svolgere quella funzione primaria di avvicinare l’arte contemporanea alla
sacralità così come è stato fatto nei secoli passati. Il lavoro di Melcarne Casi
si adegua alla pittura del nuovo realismo che da qualche tempo agita i canali
europei, un realismo umano,un nuovo realismo esistenziale capace di significare
problematiche esterne ed interne al vissuto. Brillano in mostra due grandi opere
monumentali dipinte su ceramica a parete, quasi una sfida alla grande arte
parietale che animò l’arte in Italia fra le due guerre. Ma il tema del perdono,
del perdono cristiano, si legge nei brani evangelici tradotti visivamente (la
guarigione del paralitico, Gesù e la Samaritana,Gesù e la Maddalena, l’Ultima
Cena, il Battesimo di Gesù ,la Crocifissione) da Melcarne Casi e disposti in
forma di installazione, ricordando quasi quelle parole del grande Demostene che
diceva “Guai a quella città che non ha il suo tempio”. Francesco Melcarne Casi
lavora a una creatività culturale e religiosa e questo messaggio forte certifica
come il suo lavoro abbia oggi una incidenza forte sia come tecnica che come
bagaglio di letture tradotte con segni e colori, capaci ancora di sconvolgere
coscienze e di mettere in crisi certezze. Giovane di grandi vedute e di grande
avvenire, che vive il confronto portando il suo lavoro ad arricchire il tesoro
italiano dell’arte contemporanea ”.